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| La Bomboniera nel Tempo 2/2 |
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Nel corso del ‘900 la Bomboniera, quale piccolo e prezioso oggetto d’arte, ebbe, soprattutto nella cultura italiana, grande popolarità.
Diverse fabbriche di ceramica italiana ne diedero splendidi esemplari, oggi, custoditi in importanti musei nazionali ed internazionali. Grande contributo fu dato dalle fornaci liguri di Albissola, una terra dove i grandi artisti, come Dario Ravano, Manlio Trucco ideatore dello stile moderno detto anche Art Deco’, si dedicarono alla libera invenzione attraverso la lavorazione della ceramica, portando Albissola, negli anni trenta, a divenire il fulcro della ceramica Futurista.
Nello stesso periodo Giò Ponti disegnava bomboniere per la Richard Ginori.
Negli anni trenta e quaranta, fu la volta delle Vetrerie di Murano, qui i grandi maestri della lavorazione artistica del vetro diedero i natali alle prime e preziose creazioni nuziali portabonbon di Barovier e Toso, Venin e Seguso.
Negli stessi anni, nel quadro europeo, in Italia in particolar modo, si faceva strada la produzione di oggetti in argento, dalla scatolina al piattino, dal cestino alla zuccheriera in miniatura, al cucchiaio. In Italia, la diffusione dell’argento continuava a crescere grazie anche a preferenze di personaggi illustri. Per esempio, a fine secolo re Umberto I di Savoia scelse per le nozze del figlio Vittorio Emanuele con la principessa Elena di Montenegro una piccola scatola d'argento con monogramma in smalto a fuoco.
La diffusione della bomboniera ebbe il suo picco proprio a cavallo del dopoguerra, quando si diffuse la tradizione di regalare la bomboniera anche in occasioni di nascite, battesimi,comunioni e cresime.
Negli anni Settanta, invece, si pone l’attenzione sul tradizionale 'stile Capodimonte' di fabbriche di porcellana napoletane o lombarde, che ripropone in versione attuale gli stilemi settecenteschi, come il rigore geometrico della produzione ceramica firmata Richard Ginori o dalle vetrarie toscane e muranesi.
Oggi, nel primo decennio del XX secolo, la Bomboniera custodisce ancora quel valore integerrimo e quella dignità artistica che abili artigiani le conferirono con grande professionalità.
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